Ricerca scientifica

L'ostinazione dei fatti e l'invenzione del reale
Cultura e formazione tra costruttivismo e realismo

Ciclo di seminari internazionali
maggio-dicembre 2012

 

�� un fatto, e i fatti sono la cosa pi� ostinata di questo mondo�
(M. Bulgakov, Il Maestro e Margherita)

�Qualsiasi cosiddetta realt� � una costruzione di coloro che credono di averla scoperta e analizzata�
(P. Watzlawick, La realt� inventata)

 

Negli ultimi trenta anni il costruttivismo ha rappresentato una sorta di koin� pedagogica, un'opzione in cui si sono riconosciuti diversi approcci, con differenti livelli di radicalismo, ma uniti in una prospettiva endogenica che considera la conoscenza e l'apprendimento come (co-)costruzione da parte dei soggetti.

L'affermarsi del paradigma costruttivista � stato legato da un lato - sul piano squisitamente epistemologico - alla sintonia che esso aveva con alcune posizioni della riflessione filosofica postmoderna (anzitutto l'indebolimento/liquidazione delle nozioni forti di verit� e realt�) e con alcune interpretazioni dell'impresa scientifica (che ne valorizzavano il (presunto?) abbandono della visione realista); dall'altro esso sembrava riproporre, con il protagonismo del soggetto che apprende, l'ethos della pedagogia attivista, rideclinandolo e acclimatandolo ai nuovi scenari economico-sociali, che paiono richiedere ai soggetti una capacit� continua di re-inventare se stessi e la realt� che li circonda per tenere il passo di un mondo in continua evoluzione.

A partire dalla fine Meyes.info anni '90, si � avviato un recupero di istanze realiste e si sono problematizzate le tesi costruttiviste, polemizzando contro i "negatori della verit�". Quest'opera di ripensamento, condotta sul piano della riflessione ontologico-epistemologica, ha avuto sempre una nitida valenza etico-politico-culturale: nella dissoluzione del reale in una rete di interpretazioni equivalenti non si smarrisce la possibilit� di avere criteri per distinguere buone e cattive interpretazioni? L'indebolimento della verit� e della realt� non consegna a 'verit� avvelenate' e alla prevalenza del 'finto'? Le 'linee di resistenza dell'essere' di cui parla Umberto Eco non sono al contempo fronti di resistenza contro manipolazioni e sopraffazioni? Senza l'appello a una realt� oggettiva, come contrastare revisionismi e negazionismi? Ma, d'altro canto e da una prospettiva opposta, l'appello alla realt� non rappresenta un "ritorno all'ordine", una pacificante ricerca della certezza in cui le questioni di autorit� e potere vengono neutralizzate? E non si limita l'autonomia epistemica dei soggetti e la possibilit� di un progetto autenticamente emancipativo?

Il ciclo di seminari L'ostinazione dei fatti e l'invenzione del reale. Cultura e formazione tra costruttivismo e realismo, intende offrire uno spazio di approfondimento pedagogico di tali tematiche sia a livello teorico, investigando come si declina il discorso pedagogico a seconda che aderisca all'orizzonte costruttivista piuttosto che a quello realista ovvero cerchi - in quali forme? - una sintesi delle due opzioni; sia a livello politico-culturale, indagando se il ritorno al realismo rappresenti un ripristino della logica dell'identit� a scapito di quella delle differenze tipica della temperie postmoderna, ovvero il recupero del progetto critico dell'Illuminismo; sia, infine, a livello della riflessione sulla formazione come pratica, analizzando come le opzioni costruttivista e realista (talora in maniera alternativa, talora invece in maniera combinata e sinergica) fungano all'interno dell'orizzonte della prassi.

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