MOTORE DI RICERCA

            
Corso di laurea magistrale interfacoltà in
Conservazione e restauro dei beni culturali

Cantieri didattici - Aggiornamenti professionali - Ricerca scientifica

Cantieri Didattici / Lavori di restauro realizzati dai Laboratori
(Tele - Legni - Affreschi - Metalli)

Sperimentazione di un impianto pilota con funzione biocida, a basso impatto ambientale, per il trattamento e la manutenzione nei siti archeologici

Inizio lavori: maggio 2017 - luglio 2017 (oggetto di tesi)
Prof. Monica Martelli Castaldi, prof. Paola Cennamo, prof. Giorgio Trojsi, dott. Marta Ebbreo.

Il lavoro di ricerca che si presenta si svolge nell'ambito del Pompeii Sustainable Preservation Project (PSPP), progetto incaricato della conservazione della necropoli di Porta Nocera, nel sito archeologico di Pompei, sotto l'alta sorveglianza dell'ente Parco Archeologico di Pompei.

La Necropoli di Porta Nocera, il progetto PSPP e il biodeterioramento nella Tomba ES-07.

Nel 2014 il Pompeii Sustainable Preservation Project (PSPP) ha iniziato la prima campagna per la preservazione della necropoli di Porta Nocera a Pompei.

L'obiettivo centrale della tesi di laurea era inizialmente il consolidamento di materiali porosi in condizioni ambientali complesse e con forte presenza di sali. Nella Tomba ES-07, a questo problema si aggiungeva la forte colonizzazione biologica delle pareti, con uno spessore tale da impedire fisicamente l'applicazione dei consolidanti, perché la superficie originale era praticamente invisibile ed anche parzialmente idrorepellente, mentre la decorazione era quasi completamente illeggibile.

   

Nell'intento di trovare un'alternativa ai biocidi chimici comunemente utilizzati nel restauro, spesso tossici e che comunque richiedono applicazioni ripetute perché l'effetto perduri nel tempo, abbiamo pensato di orientarci su alcune metodologie, ecosostenibili, che stanno dando risultati molto positivi. Si tratta di biocidi naturali, a base di olii essenziali, elaborati dai laboratori di restauro dei Musei Vaticani, e provati dal 2014 per il restauro di alcune sculture e fontane nei Giardini Vaticani, a Roma. Questi biocidi sono estratti da specie vegetali diverse e hanno effetti adattabili al tipo di biodeteriogeno da eliminare o ridurre.

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