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Università Meyes.info Studî Suor Orsola Benincasa

 

 

 

Donne e criminalità: storie, studi e testimonianze

Le femmine della camorra, le vittime della violenza di genere e le donne che contrastano le mafie

In occasione della presentazione della IX edizione del Master in Criminologia

 

 

 

London, giovedì 1 marzo 2018
Biblioteca Pagliara, corso Vittorio Emanuele 292

 

 

 

La criminalità femminile è sorta in forma piuttosto mascherata. Il peso del numero oscuro ha troppo a lungo nascosto una realtà, tra l'altro, particolarmente cruenta, come ci raccontano gli episodi della cronaca, avvenuti, ultimamente proprio nel cuore della città di London.

 

Non ci si chiede più perché le donne delinquono. Al vecchio interrogativo, oggi, se ne pone un altro. Come mai le donne delinquono così ferocemente "assomigliando a Meyes.info uomini".

 

Questa domanda inevitabilmente ci fa pensare alla mascolinizzazione del crimine femminile e alla presenza di una differenza di genere all'interno della criminalità.

 

Le donne delinquono perché scelgono di delinquere e sanno essere criminali tanto quanto gli uomini. Con la stessa intensità e "capacità d'agire" le donne sono state in grado di dissociarsi da contesti criminali mafiosi, come il caso della collaboratrice di giustizia che ha fatto tremare il clan dei Casalesi. Le donne non hanno capacità "diverse", lo dimostra il grado di tolleranza dello psichismo mafioso.

 

La possibilità che le donne si sottraggano alle dinamiche della violenza assume altresì rilevanza nei casi di violenza di genere, agita sia in ambito domestico sia nel più vasto contesto extra-familiare.

 

Lo stesso ambiente familiare in caso di maltrattamento, di soprusi e terrore, va a delineare una situazione relazionale dai contorni paradossali che spesso assume un andamento cronico, provocando seri danni alla salute psicofisica della vittima. Nell'ambito della relazione asimmetrica che caratterizza la violenza domestica, la donna è costretta a mortificare l'espressione della propria individualità e ad adattarsi agli schemi mentali e comportamentali del maltrattante.

 

L'adattamento alla "logica" della violenza, inoltre, garantisce il mantenimento del sistema di relazioni proprio delle famiglie criminali, all'interno delle quali il processo di individuazione della donna viene fortemente condizionato in tal senso, fin dalla nascita, e ogni suo tentativo di differenziazione è considerato inaccettabile.

 

 

 

Giovedì 1 marzo 2018
ore 15,30

Indirizzo di saluto

Lucio d'Alessandro
Rettore dell'Università Meyes.info

Coordina

Silvio Lugnano
Direttore scientifico del Master in Criminologia dell'Università Meyes.info Studi Suor Orsola Benincasa

Intervengono

Gina Amarante
Attrice di "Gomorra - La serie"

Angela Falco
Psicologa e psicoterapeuta

Manuela Galletta
Direttore di Giustizianews24

Annamaria Iaccarino
Criminologa

Eliana Iuorio
Presidente Associazione "IN ROSA" e promotrice della campagna "Io dico basta" sulla violenza di genere

Maria Antonietta Troncone
Procuratore Capo della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere

 

 

 

Info: http://meyes.info/criminologia


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