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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
IL MASTER GERENZA CONTATTI

"DELITTO E CASTIGO" NELLA VERSIONE DI GLAUCO MAURI

Al teatro Bellini in scena la performance dell'attore-regista


Capire l'uomo nell'ampia sfera psicologica che detta le sue azioni. Su questo delicato crinale, letteratura e teatro trovano un valido punto d'intesa, che prenderà forma nella performance "Delitto e castigo" di Fedor Dostoevskij. Lo spettacolo teatrale che andrà in scena al Teatro Bellini- dal 27 marzo al primo aprile 2007- nella versione e regia di Glauco Mauri.

La scelta di ricorrere al grande scrittore russo non è casuale. Dal momento che il messaggio di fondo racchiuso in questo capolavoro letterario, non a caso definito senza tempo, ruota intorno alle problematiche interiori che l'uomo, da sempre, ha dentro di sè. Infatti, "come tutti i grandi, Dostoevskij non giudica mai, ma cerca di capire", commenta Glauco Mauri. Oltre a curare la riduzione teatrale dell'opera, l'attore sarà l'interprete di uno dei personaggi chiave del testo. Che tra ladri, prostitute, assassini o angeli di bontà, rappresenta uno spaccato attualissimo della costante lotta tra il bene ed il male. "Una lotta faticosa, che però dà alla vita la dignità di essere vissuta", spiega ancora Mauri. Così è per Delitto e Castigo, definito dal suo stesso autore, un vero resoconto psicologico di un dramma: l'angoscia di Raskolnikov e la solitudine di Porfirij, secondo le parole dello stesso autore "ci fanno scoprire verità che abbiamo sepolte dentro di noi".

"E' questo - conclude il regista - il mio lavoro di uomo di teatro. Perché il mio impegno non è puramente estetico, ma civile ed etico".

[Nadia Fiore]

[22.3.2007 - 14:32]



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