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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
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Festival di Perugia

Donne, media e potere: parità nel 2075


Dall'inviata -Donne escluse sempre più spesso dai ruoli di potere; donne costrette a vedere il corpo femminile perdere la dignità in televisione; e per finire donne che devono battersi nelle redazioni giornalistiche per vedersi rispettate. Il Festival del Giornalismo ha dedicato quest'anno un ciclo di quattro incontri alla posizione della donna all'interno della società. Alla conferenza sul tema erano presenti Tiziana Ferrario, ex conduttrice del tg1, Maria Laura Rodotà, giornalista de Il Corriere della Sera, Laura Lorenzi di Repubblica e Cristina Sivieri Tagliabue de Il Sole 24 Ore. A mediare il dibattito Angelo Mellone de Il Tempo.

Oggi le donne ricoprono sempre meno ruoli dirigenziali all'interno delle redazioni e faticano a ottenere credibilità presso il loro caporedattori. "Ricordo quando ho fatto servizi in Iraq durante la guerra - dice Laura Lorenzi- e ho assistito a scene non proprio adatte a una donna, eppure sono state felice di esserci perché mi sono sentita portatrice di un cambiamento per il mio giornale".

Tuttavia le donne oggi non riescono ancora a stare sulla cresta dell'onda in tutto e per tutto. Su questo, ma anche su altro si è incentrata la discussione. "Uno studio della Federazione Internazionale dei Giornalisti ha dimostrato che in tutta Europa meno del 3% delle donne è un alto dirigente - afferma Tiziana Ferrario - negli Stati Uniti sempre nell'ambito delle telecomunicazioni sono invece il 13%". Comparando le cifre si è giunti alla conclusione che le donne potrebbero raggiungere la quasi parità solo nel 2075". Un risultato abbastanza sconfortante se si pensa che molte di noi forse non potranno nemmeno vederlo. Non solo. "In televisione le donne appaiono quando sono coinvolte in episodi di violenza soprattutto quando vengono intervistate. Oppure come persone furbe e spregiudicate. Sono rarissimi i casi in cui abbiano in mano programmi di approfondimento".

Il problema fondamentale secondo Maria Laura Rodotà è che oggi manca proprio una struttura sociale in grado di sostenere e aiutare le donne a concentrarsi sul proprio lavoro, anche quando hanno una famiglia. Ecco perché abbiamo il tasso di natalità più basso in Europa. Meglio non fare figli che perdere punti al lavoro. "Peccato poi - ha aggiunto la Ferrario - che il modello di potere più forte per una donna sia sempre quello che le viene concesso da un uomo". La discussione si è fatta più accesa quando Angelo Mellone ha alluso in maniera ironica alla situazione della Ferrario al Tg. "Credo che quello che sia successo nella mia redazione sia stata una porcata. La Rai è un servizio pubblico e deve rispondere alle esigenze del suo pubblico, non a quelle di determinati interessi".

Ludovica Criscitiello

[23.4.2010 - 19:48]



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