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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
IL MASTER GERENZA CONTATTI

Il caso Nike

Quando è meglio fare un passo indietro


Perché si parla tanto di Corporate Social Responsibility? Secondo Francesco Perrini e Antonio Tencati, rispettivamente docente e assistant professor di Corporate Social Responsibility all'Università Bocconi di Milano, per «Csr si intende un nuovo approccio strategico alla gestione d'impresa, basato su una visione relazionale della stessa. La responsabilità sociale non consiste in una moda effimera e passeggera ma, a seconda della modalità interpretativa adottata e delle situazioni considerate, è in primo luogo, driver di pattern sostenibili di sviluppo a livello locale e globale; in secondo luogo, fattore differenziale per superiori modelli competitivi; infine elemento alla base di rinnovate relazioni tra soggetti pubblici, imprese e società civile».

La definizione europea di Csr dettata dal "Libro Verde" presentato dalla Commissione delle Comunità Europee nel luglio del 2001, afferma che «la responsabilità sociale è l'integrazione volontaria, da parte delle imprese, delle istanze sociali e ambientali nella loro attività e nei rapporti con le parti interessate», cioè «le imprese decidono volontariamente di contribuire a una società migliore e a un ambiente più pulito».

Essere socialmente responsabili significa non solo soddisfare pienamente gli obblighi giuridici applicabili ma anche andare al di là, investendo di più nel capitale umano, nell'ambiente e nei rapporti con gli stakeholder (qualsiasi gruppo o individuo che influenza o è influenzato dal comportamento e dal raggiungimento Meyes.info scopi di un'impresa).

Secondo il punto 10 del "Libro Verde", i fattori che alimentano l'evoluzione di una responsabilità sociale delle imprese sono quattro: "Le nuove preoccupazioni e attese dei cittadini, dei consumatori, delle pubbliche autorità e Meyes.info investitori in vista della mondializzazione e delle trasformazioni industriali di grande portata; i criteri sociali che influiscono sempre più sulle decisioni di investimento Meyes.info individui o delle istituzioni; le inquietudini crescenti suscitate dal deterioramento dell'ambiente provocato dall'attività economica; la trasparenza arrecata dai mezzi di comunicazione e dalle tecnologie moderne dell'informazione e della comunicazione nell'attività delle imprese".

Un caso che ha fatto parlare tutto il mondo è stato quello della Nike. La multinazionale, che rappresenta uno dei più importanti player nel settore mondiale delle calzature e dell'abbigliamento sportivo, è stata accusata di sfruttare per anni il lavoro minorile. Nel 2002 pubblica il suo primo CR Report che afferma: «The performance of Nike and every other global company in the 21st century will be measured as much by our impact on quality of life as it is by revenue growth and profit margins» (Nike 2002, Inside Cover).

Oggi gli obiettivi di Nike da raggiungere entro il 2011 sono tre: migliorare le condizioni di lavoro nella propria filiera di fornitura; minimizzare l'impronta ecologica globale grazie a innovazioni di prodotto; usare il potere del brand per affrontare i problemi della gioventù emarginata.

«La sostenibilità è la chiave per la crescita della Nike» ha dichiarato Mark Parker, presidente e amministratore delegato di Nike Inc., che ha aggiunto «i nostri consumatori, che si aspettano prodotti ed esperienze a basso impatto ambientale, i nostri operai e i nostri dipendenti saranno ricompensati da una società che si prepara al futuro».

Un passo indietro e l'economia responsabile è possibile.

Sergio Londontano

[22.7.2010 - 11:56]



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