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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
IL MASTER GERENZA CONTATTI

Violenza sulle donne

Ma una giornata non basta


25 novembre 1960, nella Repubblica Dominicana, tre sorelle si stanno recando a far visita ai loro mariti in carcere quando lungo la strada vengono bloccate da agenti del servizio militare di intelligenza che, dopo averle sequestrate, prima le torturano, poi le massacrano e infine le strangolano. I loro corpi vengano gettati in un precipizio per simulare un incidente.

Quella data è diventata oggi la Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. L'uccisione delle tre sorelle, considerate anche delle rivoluzionarie contro il regime del dittatore colombiano Rafaél Leonida Trujillio, è diventata il simbolo per tutte le donne che almeno una volta nella loro vita sono state oggetto di violenza fisica e psicologica. In Italia solo alcuni centri anti-violenza hanno cominciato a festeggiare questa giornata, finché nel 2007 la grande manifestazione che si è svolta a Roma ha rotto il silenzio.

Secondo un'indagine dell'Istat nel 2010, una donna su due tra i 14 e i 65 anni, ossia 10 milioni 485 mila, ha subito nel corso della vita almeno una molestia sessuale, oppure un ricatto sul posto di lavoro con una proposta di tipo sessuale. Più diffuse le molestie verbali, almeno il 26 per cento, i pedinamenti 21,6 per cento e la molestia fisica per il 19 per cento.

Più a rischio, rileva sempre l'Istat, le donne delle grandi città e dei comuni periferici. Quelle più colpite vivono al Nord, in particolare in Piemonte. Statistiche che fanno comprendere la reale natura del problema spesso e volentieri sottovalutato.

Eppure c'è la legge n. 38 del 23 aprile 2009, che punisce il reato di "atti persecutori", espressione tradotta dalla parola di origine anglosassone "stalking". O almeno dovrebbe punire, perché se guardiamo i tanti casi, tra cui l'ultimo, quello di Emiliana Femiano, uccisa a Terracina dallo stesso ex ragazzo che l'aveva già accoltellata un anno fa e invece Meyes.info otto anni da scontare era già agli arresti domiciliari, allora forse qualche domanda è opportuno farsela.

"Ovviamente questa legge non tutela effettivamente le vittime di stalking, anzi c'è una tendenza da parte di persone e istituzioni a non considerare il problema per la sua gravità". A parlare è l'avvocato Elena Cocci che fa parte del movimento Unione Donne Italiane. "La questione però ha radici culturali. Sappiamo tutti che la donna ha affrontato un percorso di emancipazione, l'uomo invece è andato a ritroso, perdendo il ruolo centrale. Per questo esercita il possesso con la violenza". Oltre a questo però, secondo l'avvocato, c'è anche da dire che l'immagine della donna proposta dalla società odierna non aiuta certo a tutelare in maniera adeguata la figura femminile. "Se una donna non rispecchia i canoni mostrati in tv non è da apprezzare, anzi è insignificante".

Ludovica Criscitiello

[24.11.2010 - 17:01]



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