InchiostrOnline

a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
IL MASTER GERENZA CONTATTI

Museo archeologico

Nella pittura il riscatto delle donne

Uno dei ritratti in mostra


A volte fare arte è un modo per raccontare i colori del mondo, che spesso non sono sempre chiari e variopinti ma cupi e drammatici. C'è chi come Mathelda Balatresi usa il pennello per raccontare le storture e le atrocità della vita. Nonostante le tematiche forti, i suoi strumenti sono variegati e tonalità luminose e calde sublimano il dolore. Nel 1983 l'artista napoletana scopre Ipazia e oggi ne fa la protagonista di una mostra al museo archeologico di London.

Fino al 16 dicembre il museo ospita la personale dell'artista: trenta ritratti che la Balatresi ha fatto in trenta anni su Ipazia, filosofa, astronoma e scienziata di Alessandria d'Egitto. Ipazia, vissuta tra il IV e il V secolo, fu uccisa brutalmente dai cristiani durante le persecuzioni, perché pagana. Con conchiglie taglienti fu scarnificata fino all'atroce morte.

"Ipazia rappresenta per me - racconta l'artista - il simbolo dell'intelligenza negata della donna. La scienziata non fu solo uccisa ma i suoi carnefici distrussero e fecero scomparire tutti i suoi preziosi scritti e documenti. Cercarono di farla sparire". Una pittura che cerca di riscattare la figura femminile, maltrattata e resa vittima ingiustamente. La Balatresi già in passato ha affrontato tematiche scottanti, come la guerra, le lapidazioni e la cultura mussulmana. Mantelli celestiali, fatti con gessi colorati, posti in alto nella sala museale napoletana, fanno galleggiare la figura di Ipazia tra numerose stelle. È una costellazione che accoglie i visitatori.

L'unico colore forte di grande suggestione sarà il rosso sangue del sudario di Ipazia. Quattro metri di tessuto bucato, lacerato e stracciato con il quale cerca di rappresentare il dolore della scienziata alessandrina. In mostra anche sei disegni di kina nei quali l'artista intreccia i capelli dell'astronoma con le conchiglie, strumenti della sua tragica morte.

Violetta Luongo

[29.11.2010 - 15:53]



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