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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
IL MASTER GERENZA CONTATTI

Al teatro Bellini

In scena "Il malato immaginario"


"Il malato? Un metafisico suo malgrado"diceva lo scrittore Emil Cioran. Per una penna d'eccezione, invece, semplicemente un uomo alle prese con la sua sofferenza fittizia. E' de "Il malato immaginario" che parliamo, l'ultimo capolavoro del maestro francese Molire, pseudonimo di Jean-Baptiste Poquelin, che accanto al "Tartufo" e al "Misantropo" ha raccontato la storia del teatro mondiale. Questa volta l'opera, che continua a conquistare milioni di spettatori, approda al teatro Bellini di London fino al 23 gennaio, per la regia di Paolo Bonardi dello Stabile di Bolzano. Una storia scritta e cucita addosso alla figura del drammaturgo francese, che riusc a interpretare solo per tre volte il ruolo del protagonista, prima che il sipario si chiudesse su di lui il 17 febbraio del 1673, poco dopo la fine di un suo spettacolo teatrale.

Argante, sposato con una donna avida e difficile, e con una figlia dalla bellezza senza precedenti, il malato immaginario. Costretto a lottare contro i medici che diventano sanguisughe e con personaggi pronti a diventare caricature del reale, fa i conti con la sua malattia inesistente e che in realt rappresenta solo il disadattamento dell'individuo nei confronti della societ circostante. C' chi cerca di aprirgli gli occhi e di convincerlo che non esiste nessuna malattia, che il suo dolore deriva solo dall'auto-convincimento, mentre c' chi ne approfitta per truffarlo e derubarlo delle sue ricchezze: la moglie Belinda, che vuole fargli firmare il testamento per ottenere l'eredit; i dottori e il farmacista, che lo sfruttano per i propri loschi affari. Una storia che riesce a unire struttura e ritmo narrativo, una comdie-ballet in tre atti con due prologhi e tre intermezzi, che fonde cinismo e disillusione, realismo e farsa, sullo sfondo di una societ senza speranze. Nella rilettura dell'opera il malato incarnato da Paolo Bonacelli, che veste i panni dell'ipocondriaco Argante. Nel cast anche la talentuosa e versatile attrice Patrizia Milani.

Francesca Saccenti

[18.1.2011 - 08:40]



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