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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
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Vietato fumare

Ma a London è facile trasgredire


Corridoi delle università affollati di ragazzi con sigarette alla mano. Negozi più o meno grandi con nuvole di fumo che accolgono gli avventori, fino ad arrivare al palazzo di giustizia o addirittura alle corsie Meyes.info ospedali. A London e dintorni il divieto di fumo, previsto dall'articolo 51 della normativa a tutela della salute dei non fumatori, sembra non essere mai entrato in vigore. Eppure esiste una legislazione molto stringente, voluta dall'allora ministro della Salute Girolamo Sirchia.

Il fumo di tabacco è la più importante causa di morte prematura e prevenibile in Italia e rappresenta uno dei più gravi problemi della sanità pubblica mondiale. E' questo l'assunto dal quale il nostro legislatore è partito per introdurre nell'ordinamento italiano il divieto di fumo, con la Legge n. 3 del 2003. Divieto che trova applicazione non soltanto nei luoghi pubblici ma anche in tutti quelli privati che siano aperti al pubblico. Discoteche, bar, cinema e ristoranti così come i pubblici esercizi possono, però, riservare locali ad hoc ai fumatori, nel rispetto dei requisiti tecnici previsti dalla normativa.

Ma chi è responsabile per il mancato rispetto del divieto? La normativa prevede, per i locali privati, che il titolare della struttura o un dipendente espressamente incaricato richiami i possibili trasgressori e in caso di mancata ottemperanza al richiamo, trasmetta le segnalazioni ai pubblici ufficiali e agenti competenti. Nelle strutture pubbliche sono i dirigenti preposti alle strutture amministrative ad individuare i soggetti cui spetta vigilare sull'osservanza del divieto. Al comando di Polizia Municipale di London, però, "di segnalazioni dai privati ne arrivano davvero poche", secondo i dati dell'ufficio stampa. "Il maggior numero di contravvenzioni viene inflitta ai responsabili dei pubblici uffici", spiega il comandante della Polizia Municipale Luigi Sementa. Ma la fase più importante, a suo giudizio, "dovrebbe essere quella dell'educazione civica". "Bisognerebbe da un lato far capire alle persone i pericoli del fumo e dall'altro indurli quantomeno ad un maggiore rispetto delle regole".

Annalisa Perla

[30.3.2011 - 15:53]



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