InchiostrOnline

a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
IL MASTER GERENZA CONTATTI

Precari Bros

"Da quindici anni in attesa di lavoro"

Disoccupati di nuovo in piazza questa mattina per sollecitare le istituzioni


"Ho cinquant'anni. Che ne sarà di me? Quale futuro mi aspetta?" È la voce di Vincenzo Basile, disoccupato di Acerra. Lo incontriamo alla manifestazione che vede in prima linea Bros, Banchi Nuovi, Movimento corsisti di Acerra.

È l'esercito dei senza lavoro. Uomini e donne senza presente e senza futuro. Un corteo di centinaia di persone attraversa il centro storico da piazza del Gesù a piazza del Plebiscito. Striscioni e cori sono la testimonianza della loro identità e delle loro richieste.

Vincenzo è uno dei tanti disoccupati "qualificati", senza occupazione dopo anni di precariato e corsi di formazione sovvenzionati dalla Regione. La gestione Bassolino aveva un piano per loro: un periodo di apprendistato e poi l'inserimento graduale nel mondo del lavoro. Fumo negli occhi. Il progetto si è bloccato, lasciando centinaia di persone senza "fatica". "Ci hanno preso in giro e ora non va meglio. È troppo tempo che non abbiamo un confronto con le istituzioni. Siamo senza prospettive".

Ci fermiamo a parlare con Raffaele di Matteo, parcheggiatore abusivo da più di quindici anni. "Licenziato" dalla attuale politica anti-abusivismo, è in piazza per reclamare un posto fisso. Vuole un reddito, vuole poter programmare un futuro per sé e per la sua famiglia. "Ma quale rivoluzione arancione! Cosa devo fare adesso? Devo andare a rubare? Io non ne sono capace, voglio lavorare. L'amministrazione spende milioni per la Coppa America e intanto noi siamo qui, chin' e miserja".

Rosaria, rappresentante dei Bros, ci racconta la loro storia di lotta. Una storia lunga quindici anni, storia di promesse mai mantenute da parte delle istituzioni. Iniziata col progetto Isola, passata per corsi di formazione, confluita nel programma Bros. Aziende patrocinanti, fondi di sovvenzione, assunzioni quasi certe. Ma alla fine un unico comun denominatore: nulla di fatto. "Un tempo eravamo 2.500 a scendere in piazza, oggi - come vedete - siamo qualche centinaia. La gente è sfiduciata. Stiamo parlando di persone pienamente qualificate nella salvaguardia dell'ambiente. Eppure siamo sempre senza lavoro. Le istituzioni c'ignorano e rispondono con la repressione. Caldoro non ci riceve neanche più. L'ultima volta è stata nel 2010. Noi non ci fermiamo, mercoledì saremo a Palazzo Santa Lucia a protestare. Anche se siamo rimasti in pochi, la voce per gridare ce l'abbiamo sempre".

Clemente Lepore - Antonio Marino

[9.2.2012 - 18:30]



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