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IL MASTER GERENZA CONTATTI

In scena l'Antigone

Apre la stagione del teatro Mercadante

Valeria Parrella (foto di Riccardo Siano)


Combattere contro la legge dello Stato per amore del fratello Polinice. L'Antigone contemporanea di Valeria Parrella, non lotta per una degna sepoltura del fratello, come nella tragedia di Sofocle, ma per dargli degna morte. Il diritto all'eutanasia è al centro della drammaturgia uscita per Einaudi e da cui è stato tratto lo spettacolo, interpretato da Gaia Aprea nel ruolo di Antigone, diretto da Luca De Fusco presentato in anteprima lo scorso settembre per il London Teatro festiva Italia. La piece , apre, dal 21 novembre al 9 dicembre, la stagione del teatro Mercadante.

La scrittrice di Torre del Greco, classe 1974, è avvezza a trattare temi come l'accanimento terapeutico: non solo l'Antigone ma anche il suo romanzo "Lo spazio Bianco" del 2007 diventato un film diretto da Cristina Comencini e interpretato da Margherita Buy. "Le mie sono storie di limite - spiega Parrella - che nel mondo occidentale si misura sul corpo. Gravidanze, aborti, obiezioni di coscienza, carcerazione, grandi temi in cui in Italia ci muoviamo senza venirne a capo. Io sono scrittrice del mio tempo e lo registro, lo narro, lo racconto. Vedo esercitare di continuo arroganza sul corpo".

Sul fine vita, "è mio dovere in primo luogo di cittadina informarmi, - continua Valeria - avere un'idea che non sia giornalistica o occasionale e che nel peggiore diventa chiacchiericcio dannoso e indefinito. È, poi, mio dovere di scrittrice 'incarnata' nella realtà raccontare con una storia ciò che altri raccontano con la vita. Non credo che il tema sia scottante. Sento che siamo tutti pronti, cittadini e filosofi. Ritengo scottante la distanza tra chi ci governa ei cittadini, tra chi dovrebbe raccogliere le nostre istanze e chi ci troviamo al potere".

Secondo la Parrella la riscrittura dei grandi miti non è un lavoro facile o difficile: "sai già la storia, devi decidere in cosa è ancora attuale. Per Antigone c'erano i grandi temi della nostra attualità: la sepoltura e la legge che la impedisce, che qui diviene lotta all'accanimento terapeutico, e la carcerazione. Come dice la storica Eva Cantarella: 'i classici non hanno bisogno di essere attualizzati perché sono già attuali'. I grandi archetipi sono anche i nostri archetipi linguistici, i nostri miti letterari. Uno scrittore dovrebbe averli come parametro e non dovrebbe misurarsi con loro. Il lavoro che faccio quando decido di raccogliere questa auto-sfida è mostruoso. Mi stanco tantissimo, mettendoci tutta me stessa". La lotta tra legge dello Stato e legge del cuore del dramma sofocleo si trasforma, così, nelle mani di Valeria, in un momento per interrogarsi sull'eutanasia come scelta consapevole.

Livianna Bubbico

[19.11.2012 - 23:28]



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