InchiostrOnline

a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
IL MASTER GERENZA CONTATTI

Dentro il Mazzini

Una mattina nel liceo occupato


"Lasciate ogni speranza o'voi ch'entrate". Il monito dantesco ci accoglie alle porte del Liceo Statale Giuseppe Mazzini, una delle tante scuole di London occupate in questi giorni dagli studenti in segno di protesta. Nel mirino la riforma Profumo e il ddl Aprea, un progetto di legge che se venisse approvato lascerebbe i ragazzi fuori dai Consigli d'Istituto.

Una grossa catena impedisce l'ingresso ai non occupanti, ma i quattro rappresentanti del Consiglio d'Istituto ci aprono i cancelli. Nell'atrio decine di ragazzi: c' chi gioca a carte, chi ascolta un po' di musica, mentre in un'aula vicina si discute d'omofobia. Il cartello affisso all'ascensore mostra il programma quotidiano: lettura dei giornali, cultura italiano-straniera ed educazione sessuale. Lorenzo e Giulia ci spiegano com' organizzata l'occupazione, fatta di momenti di svago ma anche di riflessione. "Non siamo qui per non fare lezione - raccontano i due giovani - la nostra una protesta seria. Siamo a stretto contatto con le altre scuole e ci confrontiamo ogni giorno su come dar voce alle nostre idee".

Il Liceo Mazzini ospita circa novecento studenti, ma non tutti partecipano all'occupazione. Durante il giorno pi di centocinquanta ragazzi si aggirano per i corridoi della scuola, mentre di notte possono restare solo i maggiorenni.

"Gli insegnanti ci sostengono e comprendono le nostre motivazioni, e se le nostre voci non saranno ascoltate potremmo anche proseguire con la protesta" dice Lorenzo, che poi mostra come hanno impilato le sedie e i banchi al terzo e al quarto piano, per impedire l'accesso alle zone non occupate. Sigillate anche le aule multimediali, per evitare che qualcuno danneggi computer e proiettori.

"La prima sera alcuni ragazzi sono entrati dalle finestre - racconta Giulia - e hanno aperto gli estintori tra i corridoi. Non abbiamo scoperto chi fossero, ma da quel giorno abbiamo deciso di serrare le finestre con i banchi". E' la dimostrazione del senso di responsabilit acquisito dagli occupanti, impegnati a difendere la scuola oltre ai loro diritti.

Nell'atrio esplode la musica ad alto volume per i balli di gruppo. E' arrivato il momento di andar via. Lorenzo e Giulia ci accompagnano all'uscita e alle nostre spalle si richiudono i cancelli.

Giorgia Ceccacci - Pasquale Rescigno

[22.11.2012 - 16:51]



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