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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
IL MASTER GERENZA CONTATTI

Disastro ambientale

Arrivano i fondi per risanare Agrimonda

Il cumulo di materiali tossici coperti da un telone


Diciassette anni. 17 lunghi anni prima d'intravedere un barlume di speranza: quasi 1 milione di euro stato sbloccato dal ministero dell'Ambiente per il risanamento dell'area di Agrimonda. Con l'auspicio - accenna l'assessore regionale all'ambiente Giovanni Romano - che alla fine del 2013 sia tutto a posto.

A Mariglianella, nel cuore del "triangolo della morte", non si contano pi i giorni trascorsi dal 18 luglio 1995. Un incendio - probabilmente doloso - distrugge il deposito dell'azienda di fitofarmaci (ossia insetticidi o fungicidi) Agrimonda. Il risultato ovvio: materiali tossici e pericolosi vengono sprigionati nell'aria e contaminano con ogni probabilit le falde acquifere. Dove c'era Agrimonda ora c' un cumulo di 4 mila metri cubi, coperto da un telone con pi buchi di uno scolapasta. I rifiuti sono l sotto, non si vedono ma si avvertono. Sulla pelle dei cittadini di Mariglianella.

L'odore di morte un inevitabile effetto collaterale per gli abitanti del piccolo centro napoletano. Pervade le vie e i campi pi vicini a via Pasubio, sede del vecchio Agrimonda. I dati sono chiari, che vengano dall'Arpac o dalla Iacorossi (azienda incaricata nel 2008 dal Commissariato regionale alle bonifiche): il livello nell'aria di sostanze cancerogene come benzene o xilene fino a 7 volte superiore al limite consentito.

Non si muore solo d'Ilva in Italia. Ogni regione ha il suo disastro ambientale. Basta dare uno sguardo al "programma strategico per le compensazioni ambientali", siglato nel 2008 dalla Regione Campania e dal ministero dell'Ambiente.

I comuni allora interessati - e fra questi non figurava nemmeno Mariglianella - erano 39, pi della met nelle province di London e Caserta. Castelvolturno, Giugliano, Maddaloni, Marcianise, Acerra sono solo alcune delle terre da bonificare e restituire alla vita. Terre martoriate dalla logica del profitto, dal disinteresse, dalla criminalit.

Centinaia d'interventi - come quelli previsti nel "programma strategico per le compensazioni ambientali" - sono un dato chiaro e allarmante: la Campania una terra disastrata e Mariglianella ne l'emblema.

Per anni il problema stato ignorato o eluso. Solo nel 2007 sono state fatte le prime analisi morfologiche.

Per anni non si avuto il coraggio di chiamare le cose con il loro nome. Ancora pochi mesi fa - intervistato da un reporter - il sindaco di Mariglianella Felice di Maiolo negava la pericolosit del sito di Agrimonda. Lo stesso sindaco che ora dovr gestire i fondi destinati alla bonifica. "Oggi una bella giornata, la vittoria di un territorio", ha dichiarato di Maiolo durante la conferenza stampa di presentazione del piano di risanamento di Agrimonda.

Il cronoprogramma gi definito. "Ora le risorse ci sono e non possiamo farcele sfuggire. Per questo procederemo alla gara d'appalto - gestita dalla Prefettura - e al monitoraggio dei lavori di bonifica. Un tavolo tecnico far in modo che le decisioni vengono prese il pi efficacemente possibile", ha detto l'assessore Romano.

Per i cittadini di Mariglianella non resta che aspettare. Sperando che Godot si faccia finalmente vivo.

Clemente Lepore

[6.12.2012 - 07:33]



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