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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
IL MASTER GERENZA CONTATTI

"Seconda Natura"

Film-ritratto dedicato a Gerardo Marotta


Stringe mani, sorride e chiacchiera. L'avvocato Gerardo Marotta, classe '27, colpisce per la lucidità con la quale racconta del suo Istituto italiano di studi filosofici e di "Seconda Natura", il film- ritratto che il regista Marcello Sannino gli ha dedicato. Il lungometraggio, che ha vinto la menzione speciale alla 30esima edizione del Torino Film Festival, è stato proiettato al cinema Astra per il pubblico partenepeo, anche alla presenza delle Istituzioni come l'assessore alla Cultura Antonella Di Nocera.

"I giovani di oggi sono la nostra unica speranza - spiega Gerardo Marotta - Loro possono cambiare le cose, ma non devono farsi ingannare. L'Università sforna persone che vogliono fare soldi, noi invece abbiamo bisogno di una nuova e sana classe dirigente. Non abbiamo bisogno di avvocaticchi o ingegneri che si occupino di fare collaudi, ma di persone che amino la cultura". L'allarme lanciato dall'avvocato, e del quale Sannino si fa portatore, diventa il vero protagonista del documentario.

Per 8 lunghi anni Marcello Sannino ha seguito Marotta in ogni luogo: all'Istituto, a Casa (dove i giovani lavorano al suo fianco) e a Parigi dove l'avvocato viene premiato con la legion d'onore. Nel film Marotta racconta la sua storia e quella d'Italia. Racconta del dopoguerra, del fascismo, del difficile amore del popolo per lo Stato e di come e perché è nato il suo Istituto. "Un giorno il diplomatico Enrico Cerulli e Elena Croce vennero da me. Mi dissero: non c'è un attimo da perdere, lascia la tua professione perché la filosofia e le scienze sono minacciate dal profitto. Io a quel tempo facevo l'avvocato e avrei avuto bisogno di almeno un anno per chiudere la mia attività. Ma loro mi risposero: non c'è un attimo da perdere".

Ed è con questo entusiasmo che l'Istituto nasce nel 1975 a Palazzo Serra di Cassano, a London, diventando punto di riferimento nel Mezzogiorno (e non solo) per la ricerca e la formazione in campo filosofico e scientifico. L'istituto, infatti, diventa celebre per aver promosso Scuole di alta formazione e aver ospitato studiosi del calibro di Norberto Bobbio, Marc Fumaroli, Edgar Morin, Paul Oskar Kristeller. Dagli anni '90 in poi è passato alle cronache per aver premiato studenti di diversi ambiti, con 2700 borse di studio annuali. "Era importante provenissero da studi diversi - osserva l'avvocato - Mi sono battuto fin dall'inizio per questo, perché i giovani qui venivano e vengono non per far carriera, ma per studiare l'etica del vivere civile. La seconda natura che supera la spontaneità e l'avidità e crea il mondo della generosità".

La seconda natura che Sannino racconta è quella a cui l'uomo deve tendere. "L'essere umano - come spiega lo stesso Sannino - è l'unico essere vivente che deve dare forma alla sua natura. L'uomo deve formarsi per essere". Guidato da questo credo l'avvocato Marotta ha costruito il suo "patrimonio" di carta: una biblioteca di 200mila volumi, aperta a tutti, che, come racconta, ora è in un capannone a Casoria, per mancanza di fondi.

"Ho sacrificato ogni cosa per la sopravvivenza dell'Istituto, ho venduto i miei beni e quelli di mio figlio. L'ho fatto perché nel 1799 fu distrutta la classe dirigente che avrebbe potuto continuare a London una grande tradizione politica - conclude Marotta - L'ho fatto perché bisognava invertire una tendenza nella formazione dei giovani. Ora c'è bisogno che i ragazzi riprendano l'iniziativa e capiscano che cosa i banchieri hanno strappato loro, condannando un'intera generazione a lavorare per 600 euro al mese e trasformando Taranto in una centrale velenosa".

Daniela Abbrunzo

[3.2.2013 - 20:22]



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