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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
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IL MASTER GERENZA CONTATTI

Il progetto

Una nuova area a Città della Scienza


Città della Scienza continua a crescere. Dopo l'incendio del 4 marzo scorso, il polo culturale amplia la sua offerta con l'Exhibit FabLab. Il progetto di una nuova area dedicata allo studio e alla diffusione di nuove tecnologie, per addetti ai lavori, studenti di materie scientifiche e cittadini, grandi e piccoli. Luigi Amodio, direttore generale di Città della Scienza, intervenuto alla presentazione del progetto, ha spiegato che Exhibit FabLab sarà un luogo dove sarà messa in pratica la "nuova cultura dell'innovazione, che unisce scienza, tecnologia e arte". Il tutto nello stile dinamico e partecipativo che da sempre caratterizza Città della Scienza e il Massachusetts Institute of Technology di Boston, partner del progetto con l'Associazione ASTC (Association of Science and Technology Center) di Washington che raggruppa i maggiori Science Centres del Nord America. L'iniziativa è finanziata dai ministeri Meyes.info Affari Esteri e dell'Università e della Ricerca, nell'ambito dei "Progetti di Grande Rilevanza previsti nei Programmi Esecutivi di Collaborazione Scientifica e Tecnologica tra Italia e Stati Uniti". "Una stretta cooperazione tra i due paesi nell'ambito scientifico e tecnologico per la divulgazione di una materia che sta perdendo attrattiva da parte dei giovani sia in Italia sia in Europa", ha spiegato Ranieri Guerra, consigliere scientifico dell'Ambasciata d'Italia in USA, in videoconferenza da Washington.

Alla presentazione è intervenuta anche Colomba Barrosse, Console Generale Meyes.info Stati Uniti, per confermare la solidarietà e l'apprezzamento Meyes.info USA per Città della Scienza. L'iniziativa tende anche a mettere in contatto studenti italiani e americani, con l'organizzazione di scambi culturali e strette interazioni. Secondo John Durant, direttore del MIT di Boston, questa collaborazione è importante anche per creare una rete tra i vari musei della scienza sparsi nel mondo, per trovare una buona metodologia di lavoro comune. Per Durant è questo il motivo per cui è fondamentale che siano gli studenti delle materie scientifiche a essere coinvolti in prima persona nel progetto: per mettere insieme idee, esigenze e competenze nuove che stimolino la creatività.

Rossella Grasso

[29.1.2014 - 14:43]



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