InchiostrOnline

a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
IL MASTER GERENZA CONTATTI

Il progetto "Terra"

La storia di Procida? E' anche digitale

Alcuni oggetti ritrovati a Procida


"Se Ischia è l'isola delle terme e Capri quella dei vip, da oggi Procida può essere considerata l'isola della cultura". Così Vincenzo Capezzuto, sindaco di Procida, durante il convegno di presentazione del progetto "Terra". "Il nostro obiettivo - continua il sindaco - è far venire i turisti da noi non solo d'estate, ma tutto l'anno. Se puntiamo sulla cultura possiamo costruire delle attrazioni alternative rispetto alle spiagge".

L'obiettivo dell'area espositiva inaugurata venerdì 11 presso il Palazzo della Cultura di Procida è ricostruire la storia e i reperti archeologici tramite le nuove tecnologie. All'incontro sono intervenuti il vicepresidente della Regione Campania Guido Trombetti, il rettore dell'Università Federico II Massimo Marrelli, l'assessore alla Cultura di Procida Enrico Scotto di Carlo, e Massimo Marazzi direttore del CEM del Suor Orsola.

"Senza ricerca non c'è futuro - ha spiegato Trombetti -. Bisogna rendere il patrimonio culturale fruibile. Grazie alla tecnologia che consente di riprodurre reperti archeologici in formato digitale si può produrre cultura e conservare i dati in modo sicuro".

Il vicepresidente ha inoltre ricordato come la Regione Campania abbia messo in piedi 6 distretti per collegare il mondo dell'imprenditoria a quello della ricerca. "Uno di questi distretti - dice Trombetti - è quello dei beni culturali che può considerarsi un contenitore inclusivo composto da 40 imprese e le Università partenopee". Grazie alla legge Open Data, i contenuti dei database del progetto potranno essere conservati e resi pubblici.

Presentata dal responsabile dell'allestimento Leopoldo Repola, la mostra è composta da quattro sale. Nella Sala della Geologia, curata dal professor Vincenzo Morra, si trovano vari tipi di rocce presenti a Cuma. La sala Procida - Vivara propone invece un plastico dell'isola in 3D e un touch screen che illustra i risultati Meyes.info scavi archeologici. Presenti anche diversi manufatti riprodotti in 3 dimensioni e alcuni strumenti per la digitalizzazione. Molti reperti sono stati ritrovati grazie al lavoro del professor Marazzi e della sua equipe di ricercatori e studenti. Marazzi è coinvolto in un ulteriore progetto - Sinapsis - collegato a 'Terra' che è partito dall'isola di Pantelleria: "Il progetto è un Pon - spiega Marazzi - e prevede l'interazione su obiettivi dedicati ai beni culturali e alle tecnologie comuni tra università e piccole medie imprese. I fondi per questo progetto sono stati utilizzati per lasciare una traccia. Abbiamo scelto due ambienti insulari per unire il momento della formazione a quello della ricerca. Uno è questo del Flegreo e l'altro quello dell'isola di Pantelleria dove già si faceva ricerca utilizzando nuove tecnologie. Vorremmo continuare a lavorare sull'Isola di Vivara e applicare alle nostre scoperte le nuove tecnologie. Ad esempio vorremmo riprodurre con un plastico la scala sotterranea del 1700 a. C. che collegava l'abitato preistorico col porto.".

L'attività del Pon ha inoltre l'obiettivo di restituire dei manufatti in 3D. Reperti che risalgono al 1500 a. C.: "Stiamo cercando di ricostruire la civiltà marittima locale presente a Procida, Vivara, Ischia e Capri nel 1500 a. C. Tramite il ritrovamento di manufatti orientali abbiamo scoperto che questa civiltà aveva contatti commerciali con altre culture". A confermare questa tesi in particolare gli scavi di un villaggio a Pantelleria dove sono stati ritrovati manufatti egizi. "Ciò che conta veramente - conclude Marazzi - è implementare questo patrimonio all'interno di un'azione di ricerca e formazione".

Lorenzo Ena

[12.4.2014 - 20:24]



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