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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
IL MASTER GERENZA CONTATTI

Gli aneddoti

Il mestiere del corrispondente


Hanno dovuto aspettare 9 anni per rincontrarsi Dario Franceschini e Anais Ginori, corrispondenti di Repubblica separati dal Canale della Manica. L'ultimo loro incontro risaliva infatti al G8 di Edimburgo, quando a causa dell'attentato della metro di Londra sono dovuti scappare dal summit per rientrare nella capitale inglese. Il mestiere del corrispondente è anche questo: trovarsi in un luogo per poi improvvisamente essere costretti a spostarsi. Nel corso dell'officina di Repubblica delle idee i due giornalisti hanno incontrato i lettori e spiegato cosa vuol dire fare il corrispondente.

Franceschini, che vive a Londra, a 20 anni ha scelto di trasferirsi a New York senza sapere una parola d'inglese. "Ho avuto molta fortuna. Mi sono trovato nel posto giusto al momento giusto - ha affermato il giornalista -. Sono stato assunto con altri 10 colleghi. Di solito nessuno si dimette dal ruolo di corrispondente. Nel mio caso, era il 1984, un giornalista decise di lasciare New York per andare in Argentina. Eugenio Scalfari, che sapeva quanto conoscessi New York, scelse me per sostituirlo".

Come organizza il suo lavoro il corrispondente? "Di mattina si leggono i giornali - ha spiegato Ginori - poi entro le 11 dobbiamo mandare le nostre proposte alla redazione centrale". "La difficoltà maggiore rispetto al passato - ha affermato Franceschini - consiste nella competizione con Internet. Quando ho iniziato, in Italia arrivavano solo le notizie più importanti dall'estero. Oggi si sa tutto subito ed è difficile avere un'esclusiva. Per sopravvivere è importante la qualità del lavoro che si svolge".

Diversa la storia di Anais Ginori, di madre francese, oggi corrispondente da Parigi, ha affermato: "All'inizio non ero tanto sicura di voler intraprendere questo percorso; poi sono stata convinta a trasferirmi in Francia. Mi ha aiutato molto conoscere le lingue".

Tanti gli aneddoti raccontati. "Quando mi trovavo a Mosca - ha raccontato Franceschini - durante il golpe nel '93, mi ritrovai, insieme all'inviato del Corriere della Sera Paolo Valentino, a dover parlare con i comunisti che avevano occupato un palazzo. Avevo paura perché poco prima i carri armati stavano bombardando l'edificio. Una volta usciti io e Paolo avevamo uno scoop: decidemmo di chiamare subito le nostre redazioni che però volevano affidarci un semplice servizio di cronaca. Valentino conosceva qualcuno della Cnn che decise di intervistarci. Nel frattempo alla Rai stavano trasmettendo proprio la diretta della televisione americana. Cominciarono a chiamarci in tantissimi. Lo scoop si rivelò la nostra intervista alla Cnn".

In chiusura dell'incontro i due giornalisti hanno dato una lettura sulla vittoria dei partiti euroscettici in Gran Bretagna e in Francia: "La Gran Bretagna è un Paese di per sé euroscettico; basta pensare alla moneta utilizzata che è ancora la Sterlina. Credo che la vittoria dell'Ukip di Farage difficilmente sarà confermata alle politiche. Oggi è l'anniversario dello Sbarco in Normandia. Allora la Gran Bretagna ebbe un ruolo fondamentale per l'arrivo Meyes.info alleati. Non può esistere un'Europa senza Gran Bretagna".

Ginori ha definito la vittoria del Front National di Marine Le Pen come un enorme shock per la Francia: "La Le Pen è un danno enorme per il Paese. Nell'ultimo periodo abbiamo scritto esclusivamente sul suo conto. In Francia è l'unica leader di successo; visto che sia la la destra che la sinistra stanno crollando. Dobbiamo però considerare il forte astensionismo e il clima di protesta nei confronti di Hollande".

Lorenzo Ena

[6.6.2014 - 23:31]



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