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in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
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Le Strisce a Roma

"Cantiamo una generazione"


Da MySpace al terzo album, passando per lo stesso palco di Cesare Cremonini. Le Strisce con 'Hanno paura di guardarci dentro' (album pubblicato lo scorso 26 settembre) hanno dimostrato che è ancora possibile fare buona musica, restando indipendenti e senza un contratto con le più importanti etichette del settore.

La band napoletana, da tempo alla ribalta della scena musicale italiana, ne ha fatta di strada da Fare il cantante, singolo d'esordio del 2008. In mezzo altri due lavori discografici (Torna ricco e famoso del 2010; Pazzi e poeti del 2011) e la possibilità, nel 2012, di aprire i concerti di Cesare Cremonini nel suo tour italiano. L'ultima opera rappresenta la tappa di un percorso che Davide Petrella (cantante) Enrico Pizzuti, Andrea Pasqualini (Chitarre), Francesco Caruso (Basso) e Dario Longobardi (Batteria) intendono continuare ancora a lungo.

In occasione di uno showcase a Roma, il gruppo ha rilasciato in esclusiva alcune dichiarazioni: ‹‹Il titolo di questo disco è per quella generazione di ragazzi che in questo momento fatica a trovare la propria strada - dice Davide - Ci sembrava giusto raccontare le storie di questi coetanei che hanno problemi e ambizioni uguali alle nostre. Nel nostro piccolo abbiamo cercato di raccontare il momento, anche attraverso questo titolo››.

Molto è cambiato dagli esordi, come conferma Andrea: ‹‹Rispetto ai lavori precedenti questo è molto più "vero", nel senso che chi ascolta questo disco si rende conto che c'è una band che ama sul serio ciò che fa e che suona. Non che prima non fosse così, ma quando hai lavorato in circuiti diversi da quello attuale è normale notare come ora ci si possano prendere maggiori libertà nella stesura di testi e nell'utilizzo di "contaminazioni" di altri generi››. ‹‹E' un'evoluzione continua - prosegue Enrico - che non finirà mai, almeno fin quando decideremo di continuare a fare musica. Tutte le esperienze di questi anni si riflettono, e continueranno a riflettersi, nelle nostre canzoni. Non è ancora detta l'ultima parola››.

Nel 2011 arriva una partecipazione sfiorata alla sezione giovani del Festival di Sanremo, con il brano Vieni a vivere a London. Ma non sembra esserci rimpianto nelle parole dei ragazzi: ‹‹Alla fine penso che sia stato un bene non partecipare con quella canzone - conferma Davide - Molto probabilmente saremmo stati catalogati come una band fin troppo legata al proprio territorio. Siamo fortemente napoletani, è vero, ma la nostra musica non ha confini geografici. Sanremo è un'ottima vetrina per la tua musica, ma la propria strada va trovata a prescindere da queste occasioni. Non è da questo che dipende la carriera di un artista››.

Una battuta anche sui talent show musicali, fenomeno di costume del momento: ‹‹I talent show,secondo noi, non sono musica, ma intrattenimento. Li guardiamo anche noi con piacere, ma la gente deve ricordare che in quel contesto si fa soprattutto televisione››.

Claudio Pellecchia

[11.10.2014 - 16:47]



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