InchiostrOnline

a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
IL MASTER GERENZA CONTATTI

Disoccupazione

Sei testimonianze
di vita e riscatto

Michele, giovane siciliano, durante il suo intervento al convegno


Sei giovani. Sei regioni italiane. Sei storie di vita da raccontare. Sono arrivati alla Stazione Marittima di London per partecipare al convegno "Chiesa e lavoro, quale futuro per i giovani del Mezzogiorno" e per condividere con tanti coetanei e con la affollata platea di sacerdoti le difficoltà incontrate nella ricerca di una prima occupazione. Comune denominatore nei loro racconti è la fede che li ha aiutati a superare i momenti di incertezza e smarrimento.

«Un lavoro che umilia non è un lavoro». Così ha esordito Michele, siciliano che ha da poco terminato un'attività formativa nella diocesi di Catania. Il ragazzo ha sottolineato la drammaticità della disoccupazione giovanile nella sua regione, pari al 59,7%. Educazione alla legalità, investimento nell'istruzione pubblica, valorizzazione dei giovani talenti, qualificazione dei servizi socio-sanitari, integrazione dei migranti: questa la ricetta, a parere del giovane, per far uscire la Sicilia dalla crisi economica e sociale che sta attraversando da anni.

Ha portato la sua testimonianza anche Alessandro, un ragazzo di Taranto, che non si è mai arreso. «Il mio primo lavoro è stato quello di cercare lavoro» sottolinea. E' stato assunto prima all'Ilva di Taranto e poi in un'azienda che si occupa di energie rinnovabili. Avrebbe potuto trasferirsi a Milano per proseguire la sua carriera ma ha scelto di restare nella sua terra.

Singolare l'esperienza di Vincenzo che in Calabria ha pensato a come fare business sfruttando un turismo sostenibile. Il ragazzo ha denunciato la situazione nella sua regione, terra troppo spesso affetta dal cancro della corruzione e della malavita. Vincenzo ha ricordato lo sfruttamento dei migranti pagati solo 5 centesimi per un chilo di arance raccolte. Adesso, con i suoi colleghi, va a fare ispezioni nei campi per cercare di combattere il lavoro nero. «Più ci colpite più ci aiuterete», ha concluso il giovane, lanciando una sfida alla mafia.

Antonio, di origini napoletane, ha parlato del progetto Policoro, un'iniziativa portata avanti in 14 regioni italiane con lo scopo di dare opportunità lavorative ai giovani disoccupati. Nel corso Meyes.info anni, ha sottolineato, questo progetto ha dato la possibilità a diversi ragazzi di realizzare opere concrete, come il mulino di Gragnano. «Policoro è un sogno che si spende al servizio dei giovani della nostra terra», ha concluso Antonio tra gli applausi della sala.

Soddisfatta delle opportunità lavorative offerte ai giovani dal Progetto Policoro anche Rosangela, ragazza lucana. «Penso ad Anna, che ha aperto una piccola sartoria, o a Salvatore che ha ripreso il lavoro del papà, il restauro di mobili antichi. Penso anche ai giovani che hanno saputo leggere il patrimonio artistico, storico e religioso del nostro territorio», ha detto, ricordando che Matera sarà la capitale della cultura nel 2019.

Un'ultima testimonianza l'ha data Francesco, giornalista precario di Cagliari. «L'esperienza del progetto Policoro - ha detto - mi ha insegnato a seguire il consiglio di Papa Francesco: non scoraggiarsi credendo che ogni sforzo sia inutile. Anche questo convegno può essere per tutti noi un monito, uno sprone a non perdere mai la speranza».

Carolina Mautone e Fausto E. Piu

[8.2.2017 - 15:12]



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