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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
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The New Pope

Fumata bianca
Il Toto-papa di Inchiostro


Non è durato molto il pontificato di Pio XIII, il Lenny Belardo protagonista della serie The Young Pope diretta da Paolo Sorrentino. Jude Law dovrà lasciare il soglio pontificio a un altro papa. E a cambiare non sarà solo il protagonista, ma anche il cast e il titolo della stessa serie. Si chiamerà The New Pope e narrerà una storia diversa, pur mantenendo ben chiaro il concept originale, legato al mondo della Chiesa.

Il nuovo lavoro di Sorrentino sarà trasmesso su Sky e HBO nel 2018 e sono ancora top secret cast e trama. Basandoci sulle caratteristiche dei protagonisti della filmografia sorrentiniana, abbiamo provato a tracciare il profilo del futuro pontefice. Come sarà il New Pope della Tv?

Il segretario di stato di Pio XIII di "The Young Pope"

Il Cardinal Voiello (Silvio Orlando) potrebbe essere l'outsider alla corsa al pontificato. Napoletano, 60 anni, amante del calcio, Voiello è l'antagonista del giovane papa interpretato da Jude Law. La versione ecclesiastica di Jep Gambardella, il protagonista de La Grande Bellezza, con cui condivide il sarcasmo e il cinismo. Voiello incarna le contraddizioni della Chiesa tra misteri e poteri. Figura apparentemente losca ma alle prese con opere di carità cristiana, il cardinale partenopeo potrebbe indossare l'abito corale così come fecero altri tre segretari di stato: Alessandro VII (Fabio Chigi) nel 1655, Clemente IX (Giulio Rospigliosi) nel 1667, Pio XII (Eugenio Pacelli) nel 1939. Il nuovo papa potrebbe essere capace di ordire trame oscure con i potenti del mondo e allo stesso tempo regalare ai fedeli messaggi di amore e fratellanza cristiana. (Giuseppe Di Martino)

Un papa nero e in viaggio come in "This must be the place"

Una baraccopoli di Nairobi in festa. Bandiere di stati africani che sventolano in Piazza San Pietro. Una parrocchia che canta il vangelo in rima, il rap al posto del gospel. Potrebbe aprirsi con queste immagini la nuova serie di Paolo Sorrentino, The New Pope, se a salire sul trono pontificio fosse un papa nero. «Il missionario al contrario», lo soprannominerebbero i giornali citando il suo viaggio dall'Africa all'Occidente. Un viaggio di redenzione, come quello di Cheyenne (Sean Penn), protagonista di This Must Be The Place. Così, i riti delle chiese africane entrerebbero scandalosamente nelle celebrazioni del Vaticano. Gli ultras lascerebbero le curve con i loro cori razzisti. Le encicliche parlerebbero soprattutto dell'emergenza idrica mondiale. Il Papa nero avrà lo sguardo di Bill Cosby, il sorriso di Barack Obama, le mani di Muhammad Alì. E Sir Oliver Skardy, la voce dei Pitura Fresca, diventerebbe milionario. (Antonio Lamorte)

Un papa malinconico e anziano come in "Youth - la giovinezza"

Un "New but old" Pope. Come il Fred (Michael Caine) di Youth - la giovinezza, il nuovo papa di Sorrentino non si rassegnerebbe all'idea di invecchiare e continuerebbe a guardare indietro: al suo passato, ai suoi predecessori, agli anni "gloriosi" della Chiesa cattolica. Vivrebbe però, forse, non tanto in una condizione di vecchiaia quanto di senilità: quell'inettitudine e quell'incapacità di cambiare la propria vita descritte nell'omonimo romanzo di Italo Svevo. Ossessionato dall'operato di chi gli ha preceduto, dovrebbe fare i conti con la popolarità dei papi passati (come ha dovuto fare, probabilmente, Benedetto XVI). Incapace, però, di reagire, si lascerebbe andare all'apatia. Rassegnato, rimpiangerebbe tutto ciò che non ha fatto in gioventù. Troppo concentrato su se stesso, sarà in grado di essere il pastore di anime che il suo ruolo impone? (Carolina Mautone)

Un pontefice che incarni «una mostruosa contraddizione» come ne "Il divo"

«Sono una contraddizione: come Dio, uno e trino, come la Madonna vergine e madre, come l'uomo buono e cattivo». È la descrizione che dà di sé Lenny Belardo al padre confessore che gli chiede: «Chi sei tu?». La contraddizione, cifra esistenziale del primo papa di Sorrentino, sarà probabilmente una di quegli elementi a cui il regista napoletano non rinuncerà anche nel secondo capitolo. Ma questa volta, anziché essere una contraddizione ontologica, Dio e uomo, padre e figlio, potrebbe essere una contraddizione ontica, empirica, come quella de Il Divo. In The Young Pope, Lenny risolve la sua, nel finale, sublimando la sua natura terrena in quella celeste. Ne Il Divo, invece, la contraddizione resta perché fortemente radicata nell'azione del protagonista. Il Divo Giulio Andreotti è, per sua stessa ammissione una «mostruosa contraddizione», convinto che sia necessario perpetrare il male per garantire il bene. E la mostruosità del personaggio si tradurrebbe anche nell'estetica del personaggio. Non più la bellezza estatica di Jude Law, contornato dalla sua aurea luminosa, ma la cupa rigidità dello stratega. Non l'incedere fluido e maestoso del primo ma le orbite geometriche e scattose del secondo. (Emilia Missione)

Un tipo taciturno e sfuggente come ne "Le conseguenze dell'amore"

Il potere del silenzio. Spesso è bastata una tonaca, un crocifisso o una mitra per fermare saccheggi, scongiurare stragi, evitare il peggio. Sarebbe allora una bella scommessa, se sul soglio di Pietro targato Sorrentino sedesse un tipo taciturno alla Titta di Girolamo, protagonista di Le conseguenze dell'amore. Un personaggio pacato e introverso. Uno che faccia del "sempre" e del "solito" le basi della sua vita. Un atteggiamento apparentemente scostante, ermetico, impenetrabile, contro qualsiasi esibizione o personalizzazione. Una figura che si offre alle telecamere perché deve, che non si nasconde ma vorrebbe sentirsi naturalmente defilata: il tutto con un fare sfuggente. Forse proprio per questo - in un circo in cui tutti sono reperibili ovunque, visibili comunque, e tutti vogliono fare opinione - stimolerebbe un certo interesse. Un interesse che va oltre la necessità di seguirlo e ascoltarlo per il ruolo che ricopre. Una storia di chi non vuol essere "qualcuno" quando davvero è "qualcuno". Un concentrato di segreti che potrebbe esplodere senza preavviso. (Davide Uccella)

a cura della redazione

[18.5.2017 - 11:28]



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