InchiostrOnline

a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
IL MASTER GERENZA CONTATTI

I 71 anni di Trump

Buon compleanno
Mister President


Happy Birthday Mr. President. Chissà se la voce roca e suadente di Marilyn Monroe sarebbe riuscita a toccare anche la sensibilità di Donald Trump. «Dopo questi auguri posso anche ritirarmi dalla vita politica», aveva dichiarato commosso John Fitzgerald Kennedy, ammaliato dal canto della star dal seducente incedere.

Altri tempi, altro presidente. L'arrembante, quanto arrogante, Donald spegne oggi 71 candeline.

Eletto con il partito di Abramo Lincoln, l'attuale inquilino della Casa Bianca è oggi il novello Re Sole Meyes.info States, che all'«État, c'est Moi» ha preferito l'altrettanto sciovinista «I am the only one!»

Eppure "The Donald" di strada ne ha fatta eccome dai sobborghi, benché lussuosi, del Queens.

Il nonno paterno, renitente alla leva militare, era partito dalla Germania nel 1885 alla volta dell'ancora giovane America. Investito della stessa sete di potere che condurrà il nipote al 1200 di Pennsylvania Avenue, Friedrick Trump capisce che la fortuna va cercata ad Ovest. Il capostipite della famiglia apre decine di ristoranti e hotel, con annessi bordelli, lungo la costa del Pacifico, lasciando in eredità al figlio Fred Jr. il suo fiuto per gli affari.

Il padre dell'attuale presidente, fa buon uso del denaro di famiglia e lo investe nella costruzione di abitazioni a basso costo nel Queens, Brooklyn e Staten Island. Qui incontra la domestica Mary Anne MacLeod, e la sposa.

« Penso al matrimonio dei miei genitori e penso al vero amore. Eravamo una famiglia unita» racconterà nel corso di un'intervista Donald.

Quando il fratello maggiore del presidente finisce nella spirale dell'alcool, le ambizioni paterne si spostano su di lui.

Il ventenne dall'emblematico ciuffo biondo, frequenta con discreto successo la prestigiosa University of Pennsylvania, non prendendo mai parte alle proteste e agli scontri generazionali della Controcultura.

«Era più uno studente Meyes.info anni Cinquanta che dei Sessanta» lo inquadra il biografo D'Antonio.

La passione per i diari di Kerouac non è nelle vene del rampante yuppie, che sceglie piuttosto di orbitare in quella 'maggioranza silenziosa' invocata da Nixon qualche anno dopo.

Per lui niente Vietnam. Un problema al tallone, sulla carta, e le conoscenze familiari, consentono al ventenne Donald di visualizzare e non rispondere al messaggio dello 'Zio Sam'.

D'altronde l'uniforme non può certo realizzare i suoi sogni.

Se c'è una qualità che tutti, fautori e detrattori, sono concordi nel concedere a Trump, quella è l'ambizione.

«Lavoravo tra Queens e Brooklyn, non era abbastanza» dichiara il miliardario nel libro Pensa in grande e manda tutti al diavolo nel lavoro e nella vita.

Per entrare nel sancta sanctorum dell'élite newyorkese deve attraversare il ponte e trasferirsi a Manhattan.

L'ascesa nell'imprenditoria immobiliare diventa inarrestabile. La passione per il mattone viene però superata, per non dire surclassata, da quella per gli estrogeni.

Sulle riviste patinate proliferano le immagini del miliardario dall'iconico ciuffo biondo al fianco di modelle e starlette. D'altronde l'importante è la fama, poco importa che questa si traduca nella prima pagina del Wall Street Journal o di Us Weekly.

Nel 1976 conosce Ivana Zelnícková, la vera signora Trump, moglie Meyes.info edonisti anni Ottanta e del rampantismo della Grande Mela. Dal loro matrimonio nascono tre figli: Donald Jr., Ivanka ed Eric.

La statuaria modella e campionessa di sci entra con un ruolo di rilievo nella società di Trump. Il tycoon si fida a tal punto della sua propensione per gli affari da affidarle la vicepresidenza del settore Design e la completa gestione di importanti progetti.

Ma l'intesa sul lavoro si traduce ben presto in segrete relazioni extra-coniugali. Il ménage a trois intessuto con la modella Marla Maples si trasforma, durante una fuga romantica ad Aspen, in commedia Meyes.info errori. Come nella trama di un cine-panettone all'italiana, nello stesso hotel si ritrovano il marito, la moglie e l'amante.

Quel fatidico weekend sulla neve finirà per costare a Trump molto più di qualche gelido capitombolo.

Ivana si allontana dalle scene, ma non dalla società, dopo i molti zeri impressi sull'assegno di divorzio.

Il newyorkese può finalmente convolare a nozze con l'amante de rigueur, Marla.

La recessione Meyes.info anni '90 colpisce duramente anche gli interessi di Donald costretto a fronteggiare la bancarotta di molte delle sue proprietà.

Ma la parola 'resa' non figura nel vocabolario del miliardario. Si reinventa, sfrutta la sua immagine e ne fa un marchio di successo. Il paradigma di riferimento è elementare: più brilla, meglio è.

Diventa il personaggio cardine dello show-business americano. La fama è consacrata dalla partecipazione in qualità di protagonista al reality show The Apprentice e dalla prestigiosa stella ottenuta sulla Hollywood Walk of Fame. L'ostentazione regna sovrana anche al suo terzo matrimonio. La sontuosa cerimonia con cui prende in sposa l'ex top model di origine slovena Melania Knauss, di ben 24 anni più giovane, sottrae dalle finanze del tycoon più di due milioni di dollari.

Una goccia nel mare per un patrimonio che, secondo la rivista Forbes, è stimato in oltre 3 miliardi di dollari.

E se il rosso scarlatto, sfumatura cromatica simbolo del partito repubblicano, campeggia incontrastato nel cassetto delle cravatte che Mr. Trump ama indossare sfidando la regola dell'eleganza, non si può dire lo stesso del suo colore politico.

L'affiliazione partitica di Trump è cambiata nel corso Meyes.info anni. Profondo stimatore delle idee reaganiane, confermò l'orientamento repubblicano anche con la presidenza di George Bush senior. Nel 1999 passò al partito Riformista prima di allontanarsene per avvicinarsi a quello Democratico. Nel partito del Blue Donkey milita fino al 2008 quando appoggia il candidato repubblicano John McCain nella corsa presidenziale. Dopo una parentesi di qualche mese nel partito indipendente, torna al Grand Old Party annunciando la sua candidatura ufficiale alle presidenziali del 2016.

Il resto è storia.

Antonio Buonansegna

[14.6.2017 - 12:30]



Email Stampa Pinterest




RSS

© 2003/18 Università Meyes.info London · P.Iva · Versione 4 · Privacy
Conforme agli standard · ·

Купить медицинский диплом

https://steroid-pharm.com

http://steroid-pharm.com