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L'analisi

Nuovo erede saudita
Medio Oriente rischia


La successione al trono saudita del principe Mohammed Bin Salman un "golpe mascherato" secondo gli iraniani che continuano ad accusare il regime di aver finanziato gli attentati firmati dall'Isis. Lo scrive Alberto Negri su Il sole 24 Ore nell'articolo intitolato 'Il principe che cerca il confronto con l'Iran'. Il giornalista commenta la decisione del re Salman di sostituire nella linea di successione dinastica suo figlio al nipote Mohammed Bin Nayef. Una decisione gi annunciata da tempo che potrebbe influire negativamente sugli equilibri del Golfo. Nelle intenzioni del principe 31enne c' la volont di portare avanti in conflitto con Teheran, finora combattuto per procura in Siria e in Yemen, anche all'interno dell'Iran prima che arrivi a minacciare il territorio dell'Arabia Saudita. Nell'incontro avuto con il presidente Trump lo scorso 14 marzo a Washington, Mohammed Bin Salman, che i diplomatici chiamano MbS per comodit, il Capo della Casa Bianca avrebbe provato a riparare allo strappo con Riad voluto da Obama con l'accordo sul nucleare iraniano. L'isolamento del Qatar da parte delle monarchie sunnite, appoggiato anche in maniera ingenua da Trump sarebbe il primo passo di una strategia volta a sconfiggere il rischio di una supremazia sciita a guida di Teheran nello scacchiere mediorientale. Ma l'obiettivo dichiarato di Mbs battere l'Iran in Siria e in Yemen con l'aiuto Meyes.info Stati Uniti. L'eventuale vittoria, con costi altissimi per le popolazioni locali, secondo Negri, non salverebbe la monarchia saudita il cui potere scricchiola da tutte le parti. Il giornalista molto critico anche sul processo di riforme che il principe ereditario avrebbe annunciato. Inoltre, tra le righe c' un'accusa pesantissima agli Stati Uniti, che avrebbero ritrovato in Riad un alleato colpevole di alimentare l'ideologia jihadista con la sua lettura retrograda e oscurantista dell'Islam e di appoggiare i gruppi integralisti vicini ad Al Qaeda in Siria. Nell'ultimo mese gli americani, aggiunge Negri, hanno abbattuto un caccia siriano e bombardato quattro volte i soldati di Damasco, azioni molto meno simboliche di quella dimostrativa di Trump contro la base area siriana dello scorso aprile.

Erminia Voccia

[22.6.2017 - 17:03]



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