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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
IL MASTER GERENZA CONTATTI

Migranti

A Tallinn un vertice
con poche decisioni


Il vertice sui migranti di Tallinn, in Estonia, aveva deluso ancora prima di iniziare. Lo scopo della riunione informale tra i Ministri dell'Interno dell'Unione Europea era trovare risposte alla crisi migratoria e all'emergenza sbarchi che gravano per l'85% sul nostro Paese. Olanda, Belgio e Germania avevano gi bocciato la proposta italiana di "regionalizzare" l'accoglienza, aprendo nuovi porti lungo la costa meridionale del Mediterraneo e condividendo gli arrivi. La discussione su questa proposta, avanzata dal Ministro dell'Intero italiano Marco Minniti, stata rimandata a un'altra data, ma i 28 hanno espresso la necessit di trovare presto un accordo per riformulare le politiche europee sui rimpatri.

Le aspettative sul vertice non erano alte, ma un passo in avanti c' stato: l'adozione di un nuovo finanziamento per la Guardia Costiera libica. L'argomento pi spinoso rimane il piano Juncker di due anni fa per la ricollocazione dei migranti che si trovano sul territorio italiano e greco. In questo campo l'Italia pu contare sull'appoggio della Germania, ma rimane ancora forte l'opposizione del Gruppo dei Visegrad ( Ungheria, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca).

"Non sosteniamo la regionalizzazione delle operazioni di salvataggio", aveva dichiarato a margine del summit il Ministro Thomas de Maiziere. Il no tedesco si aggiunge a quello olandese. Secondo Stef Blok, ministro per la Sicurezza e Giustizia, aprire nuovi porti in Europa non risolver il problema, ma anzi bisognerebbe valutare il contributo che potrebbero dare i Paesi africani, come Tunisia ed Egitto. "Non credo che apriremo i nostri porti", aveva inoltre affermato Theo Francken, responsabile belga per l'Asilo e la politica migratoria. Nei giorni scorsi anche la Francia e la Spagna si erano dette contrarie alla misura della regionalizzazione e oggi il governo spagnolo tornato sulla questione, facendo sapere che il Paese deve gi fronteggiare un aumento della pressione migratoria nel Mediterraneo Occidentale che aumentata del 140%.

L'Europa non ripenser il mandato dell'operazione Triton che nel novembre del 2014 ha sostituito Mare Nostrum e che conduce nei porti italiani i migranti salvati in mare. La missione guidata dall'Italia, ma il governo vorrebbe che gli sbarchi fossero ripartiti anche tra gli altri porti europei. Tuttavia, per il Commissario all'Immigrazione Avramopoulos, Triton funziona gi molto bene e non si possono apportare modifiche al mandato, salvo alcuni miglioramenti di quanto stato gi definito.

Un altro punto all'ordine del giorno a Tallinn era l'approvazione da parte dei 28 dell'Action Plan elaborato dalla Commissione Europea e gi confermato a Strasburgo. Il piano accoglie le misure italiane sul codice di comportamento delle Ong che operano nelle acque del Mediterraneo. Le norme, a cui i Paesi europei sono chiamati a conformarsi, ad esempio, vietano alle navi di entrare nelle acque territoriali libiche e obbligano le organizzazioni a rendere pubblici i loro finanziamenti.

Erminia Voccia

[6.7.2017 - 16:04]



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