InchiostrOnline

a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
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IL MASTER GERENZA CONTATTI

Contro le fake news

Repubblica e La Stampa
aderiscono al Trust Project


Come identificare strumenti e criteri per migliorare l'informazione? Cosa pu� far crescere la fiducia dei lettori? Sono domande che, complice l'avvento di Internet e del citizen-journalism, i giornalisti dall'occhio lungo si pongono da anni. Il punto � che le risposte sono sempre pi� lente mentre il flusso di notizie, sulla spinta di social network e dispositivi mobili, diventa sempre pi� veloce, incontrollato ma soprattutto incontrollabile.

Per una risposta adeguata non bastano pi� l'esperienza, i contatti e la cultura dei singoli redattori. L'ultima frontiera delle fake-news dilaga. Il salto di qualit� potrebbe arrivare se i giornali inserissero sistemi di controllo e di verifica nelle proprie piattaforme digitali. Un bisogno che hanno sentito testate come La Repubblica e La Stampa, prime in Italia ad aderire al progetto internazionale "The Trust Project", nato tre anni fa per volont� dalla Markkula Foundation dell'Universit� di Santa Clara, in California.

Il gruppo di testate che si � impegnato raccoglie molti nomi di grandissima tradizione come New York Times, Washington Post, Die Zeit, Financial Times. La partnership per le due realt� italiane nasce nel maggio del 2016, quando sulla home page di Repubblica.it e su quella della Stampa � stato pubblicato il link a un questionario che proponeva ai cittadini dieci risposte possibili, nel tentativo di stabilire criteri oggettivi della "qualit�" giornalistica.

Tra queste la possibilit� di cliccare la biografia completa del giornalista in ogni articolo firmato; avere i riferimenti per contattarlo; la geo-localizzazione dell'articolo attraverso una mappa cliccabile con localit� in cui si svolge la storia e il luogo in cui si trova il giornalista che ne scrive; mettere in ogni articolo i link alle fonti e ai documenti originali; sapere chi ha rivisto l'articolo; sapere chi lo ha titolato; sapere chi e quanti altri hanno collaborato; avere un modulo per segnalare correzioni e critiche; l'accesso allo stato patrimoniale della testata e all'elenco dei suoi azionisti.

A fronte di queste "richieste", gli articoli delle testate che aderiscono al Trust Project risponderanno d'ora in avanti con un bollino che li identifica e li rimanda a una serie di dati aggiuntivi sull'autore (con la sua biografia), le fonti, i principi etici seguiti dalla testata, le eventuali correzioni. Un'etichetta digitale che � poi riconoscibile anche dagli algoritmi dei motori di ricerca e dai social network (Facebook e Twitter). Un modo nuovo e dinamico per mettersi in discussione andando incontro al futuro.

Davide Uccella

[16.11.2017 - 11:20]



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