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Il punto

Essere forestiero
tra diritti e doveri


Gli stranieri residenti in Italia sono quasi 6 milioni, di cui 202mila hanno acquisito la cittadinanza nel 2016. Lo dice il Rapporto annuale sulle Migrazioni di Ismu (Iniziative e Studi sulla Multietnicità). A London esponenti del mondo accademico e religioso si sono confrontati sull'argomento, andando oltre l'allarmismo diffuso.

"Sono una ragazza siriana di 22 anni, studiavo archeologia a Damasco e sono stata salvata dalla Comunità di Sant'Egidio. Ora vivo a Portici con la mia famiglia e ho ripreso gli studi". Il suo intervento ha attirato l'attenzione del pubblico. A farle eco un ragazzo nigeriano, spinto in Italia "dall'ottima reputazione" delle nostre università nel suo Paese: oggi studia medicina in lingua inglese e presta servizio alla mensa per i senza fissa dimora. "Questi giovani si sentono parte del nostro Paese" ha detto il cardinale Sepe, invitando a considerare l'altro, e soprattutto lo straniero, come parte di noi stessi senza costruire muri.

Con il vicario episcopale Adolfo Russo e con il rettore della Federico II Gaetano Manfredi, il Cardinale ha introdotto stamattina il convegno "Essere forestiero: tra diritto di cittadinanza e dovere civico di ospitalità", il secondo dei "dialoghi con la Città". Ad aprire i lavori, nel Dipartimento di Scienze Politiche, il docente di Sociologia Generale Giacomo Di Gennaro. "Gli stranieri non sono una minaccia, ma versano 5 miliardi netti allo Stato garantendo la pensione a 600mila italiani" ha spiegato.

"L'Occidente vuole vendere in tutto il mondo, ma quando si tratta di accogliere - ha detto il professore di antropologia culturale Valerio Petrarca - diventa restio. I fenomeni migratori sono complessi quindi vanno compresi per regolarli". Uno dei tentativi del mondo accademico napoletano di studiare questi fenomeni è il Master della Federico II in "Immigrazione e politiche pubbliche di accoglienza e integrazione", coordinato dal prof. Salvatore Strozza, autore del terzo intervento. "Nel 2008 i flussi migratori hanno toccato il loro massimo. È l'effetto - ha spiegato - della regolarizzazione costante di misure straordinarie. Nel triennio 2014-2016 sono state più di 500mila le persone giunte in Italia dal Mediterraneo". Strozza ha sottolineato l'importanza di usare la parola "salvate" non il termine "sbarchi", indice di un'invasione quando in realtà molti non hanno intenzione di rimanere, ma di proseguire verso altre nazioni europee.



Dalla cattedra al campo, con le parole di Antonio Casale, direttore del centro "Fernandes" di Castel Volturno, e Marco Rossi, segretario campano della Comunità di Sant'Egidio. "Il nostro - ha spiegato Casale - è il primo centro di accoglienza nato in Campania. Da 25 anni facciamo presa in carico, con ambulatori, campi sportivi e una parrocchia per gli immigrati di fede cattolica. I forestieri non sono bocche da sfamare o braccia per i nostri campi, ma ci aiutano a crescere". Tra gli ospiti uno dei primi ragazzi a fare il servizio civile nazionale. "Nelle periferie - ha aggiunto Rossi - si capisce meglio la città. Trent'anni fa, nel 1987, proponemmo una riflessione sugli stranieri come nostri fratelli, a partire dalla Bibbia. L'accoglienza è una radice comune di tutte e tre le grandi religioni monoteiste".

Emanuele La Veglia

[6.12.2017 - 15:36]



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