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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
IL MASTER GERENZA CONTATTI

Neet

Caserta maglia nera
va meglio Avellino


I Neet in Campania sono in aumento: i giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano e non si formano sono il 38,6% del totale. Solo in Sicilia ce ne sono di più. È quanto emerge dai dati pubblicati da Eurostat nel Regional Yearbook 2018 che ha fotografato la situazione in tutte le regioni dell'Unione Europea.

Ma tra le due regioni del Mezzogiorno c'è una differenza: se nell'isola il numero di Neet sta gradualmente diminuendo, passando dal 41,4% del 2016 al 39,6% del 2017, in Campania i dati sono peggiorati con un aumento del 2,4%.

È tutto il Sud Italia ad arrancare. In Calabria nel 2017 i Neet erano il 36% del totale, come nell'anno precedente. Sono aumentati del 2,9%, invece, in Puglia dove non lavorano e non studiano 36 giovani su 100.

Per quanto riguarda la Campania, secondo i dati elaborati da Anpal (Agenzia Nazionale Politiche Attive del lavoro), la maglia nera va a Caserta, al quintultimo posto a livello nazionale. Qui la percentuale sfiora il 40%. Non va meglio London che con il 37,6% si posiziona 98esima su 107 province. Più rassicurante la situazione a Benevento (34%) e Salerno (32,3%) - rispettivamente al 90esimo e 88esimo posto - con percentuali ben al di sotto della media campana.

"Safe zone" per Avellino che si posiziona al 65esimo posto tra Novara e Gorizia con 22,74%.

«In Campania e ancor di più nella provincia di Caserta, il problema è culturale». È netto il parere di Giovanni Letizia, segretario generale di Cisl Caserta. «È chiaro - continua il segretario - che l'assenza di investimenti mirati allo sviluppo del territorio gioca un ruolo fondamentale in tutta questa storia, ma in Terra di Lavoro è la povertà culturale a fare la differenza».

Caserta, infatti, è la provincia italiana con il più alto tasso di dispersione scolastica.

«Nelle famiglie con redditi molto bassi, la formazione secondaria non viene considerata importante. Ma oggi il mondo del lavoro richiede una specializzazione lavorativa che solo una buona formazione può garantire. È compito delle istituzioni - conclude Letizia - intervenire economicamente e socialmente puntando soprattutto sull'istruzione».

Ma nel frattempo un'intera generazione si sta perdendo.

Chiara Sorice, Elvira Iadanza, Valentina Matrascia e Mario Messina

[20.9.2018 - 19:49]



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