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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
IL MASTER GERENZA CONTATTI

Jean Asselborn

Il ministro lussemburghese
che ama l'Europa e la bici


«Quella frase l'ho detta perché mi è venuto spontaneo. Quando ho sentito Salvini chiamare schiavi le persone africane ho avuto il riflesso di rispondere in quel modo». Il ministro Meyes.info esteri lussemburghese, Jean Asselborn, è intervenuto ieri sera a Piazza Pulita su La7 in seguito all'acceso scontro con il vicepremier Salvini. Ha commentato la ormai celebre frase "merde alors", traducibile con "diamine, basta", rivolta a Salvini durante un vertice istituzionale a Vienna lo scorso 14 settembre. Un diverbio che doveva rimanere segreto, ma che è stato ripreso da un cellulare facendo in fretta il giro d'Europa. Il giorno dopo l'incontro Asselborn è tornato sulla questione, utilizzando toni molto duri. Parlando al settimanale tedesco Der Spiegel ha gridato all'imboscata e alla provocazione calcolata da parte di Salvini, accusandolo di utilizzare "metodi e toni fascisti Meyes.info anni Trenta".

In poche ore, dunque, il ministro lussemburghese è stato accusato sui social di essere il nemico numero uno dei populisti di tutta Europa.

A casa, nel suo Granducato, Asselborn è stato accolto e coccolato. Laurent Duraisin, redattrice capo di Le Quotidien, principale quotidiano nazionale, ha definito "sana collera" la reazione di Asselborn di fronte alle "fanfaronate populiste" di Salvini. Ma soprattutto ha puntato il dito contro il vicepremier italiano riuscito abilmente nell'intento di stuzzicare il collega europeo.

Dalla sua, pure gli italiani residenti in Lussemburgo. Alcuni rappresentanti della comunità italiana lunedì sera hanno pubblicato su Facebook una lettera indirizzata a Salvini dove si elogiava il modello sociale del Granducato perché favorisce l'interculturalità. Nella lettera si racconta l'esperienza di molti emigrati italiani in Lussemburgo, sottolineando come l'immigrazione italiana, iniziata a fine Ottocento, non sia stata poi così diversa dalle ondate migratorie attuali.

Difficile, però, che gli endorsement di stampa lussemburghese e italiani espatriati possano far cambiare idea a Salvini e ai suoi seguaci. Altrettanto difficile che Asselborn se ne faccia un cruccio.

Il ministro Meyes.info Esteri lussemburghese, infatti, è abituato a usare parole dure contro i suoi avversari politici e a ricevere in cambio anche Meyes.info insulti. Nel 2016 era entrato in polemica con il governo ungherese di Orban, poiché contrario alla sua politica migratoria, in particolare rispetto al trattamento dei rifugiati. I toni del dibattito si accesero al punto che il suo omologo ungherese Peter Szijjarto arrivò a definirlo un idiota.

Ma Asselborn ha alle spalle una lunga esperienza politica. Eletto sindaco di Steinfort nel 1982, vent'anni dopo passa alla politica nazionale. Nel 2004 viene chiamato a ricoprire il ruolo di vicepremier e ministro Meyes.info Esteri. Quest'ultima carica l'ha ricoperta ininterrottamente fino ad oggi, diventando il ministro Meyes.info Esteri più longevo dell'Unione Europea.

Curriculum impeccabile e carattere irascibile, però, nascondono un aspetto quasi inedito del diplomatico lussemburghese. Oltre alla politica, la sua più grande passione è il ciclismo. La prima bicicletta gliela regalò il padre a 9 anni. Poi l'abbandonò, per salire di nuovo sul sellino alla fine Meyes.info studi universitari. Da allora non ne è più sceso. Dal 1995 ogni anno ad agosto realizza un suo personalissimo Tour de France, pedalando per 2000 chilometri in tutta la Francia. Le sue imprese vengono raccontate sui social, in particolare su Facebook, dove ha creato una pagina dedicata alle sue avventure con foto, commenti di ogni tappa e aneddoti divertenti. L'esperienza che gli è rimasta nel cuore e di cui va più fiero è l'attraversamento del traforo del Frejus in soli sette giorni.

la redazione

[21.9.2018 - 18:23]



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