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a cura della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa
in convenzione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti

 
IL MASTER GERENZA CONTATTI

Intervista a Tizian

«Mai abbassare la testa»


Ha un ottimo fiuto per le inchieste Giovanni Tizian, giornalista di origini calabresi. Dalle pagine dell'Espresso si occupa di 'ndrangheta e criminalità organizzata.

E il suo ultimo libro edito Feltrinelli, Rinnega tuo padre, è frutto di una lucida analisi delle cosche mafiose. Un testo di denuncia per cui gli è stato conferito il premio Siani.

«Giancarlo Siani ha rappresentato e ancora oggi rappresenta tutti quelli che continuano a fare questo mestiere tra intimidazioni e minacce», ha commentato al momento della premiazione.

Qual è l'attrattiva dei giovani d'oggi verso il mondo criminale? Quanto conta il bisogno di un senso identitario?

Sicuramente alcune organizzazioni come la 'ndrangheta o la camorra rispondono a questa ricerca di identità forte. I giovani vogliono sentirsi parte di qualcosa e, in particolare nella 'ndrangheta, questo fattore gioca molto. Basti pensare a tutta una serie di codici e riti che ti fanno riconoscere in un qualcosa più grande di te. Inoltre, per la mafia calabrese bisogna parlare di "indottrinamento" vero e proprio. In una maniera molto simile a quella utilizzata dall'Isis, si trasmette un intero sistema culturale alle nuove generazioni. Ed è proprio dall'unione di questi due fattori che si producono le nuove leve.

Oggi ha dedicato il premio ai giovani precari. Perché?

Mi sembrava giusto considerando la storia di Giancarlo. Quando l'hanno assassinato stava per essere assunto stabilmente al Mattino, ma fino ad allora era sempre stato precario. Un destino comune che colpisce tutti i giovani che intraprendono questo mestiere. Io oggi sono un fortunato giornalista contrattualizzato, ma non dimenticherò mai la sofferenza e il dolore di quegli anni vissuti non da precario ma da sfruttato. Ancora oggi tanti giornalisti vengono pagati pochi euro ad articolo. Dedico questo premio a loro perché Giancarlo ci rappresenta tutti e continuerà a rappresentarci tutti.

Cosa consiglia a tutti quei ragazzi che si approcciano per la prima volta al mondo giornalistico?

Consiglio di non abbassare mai la testa. Anche di fronte alle difficoltà, sia che si tratti di paghe irrisorie sia di sistematici sfruttamenti, il giornalista deve mantenere la testa e la schiena dritta. Non deve mai mettersi in condizione di poter essere comprato. E allo stesso tempo non deve mai smettere di lottare per i propri diritti. L'informazione è libera solo se il giornalista è libero da qualsiasi tipo di ricatto o bisogno.

Titti Pentangelo e Michela Curcio

[27.9.2018 - 15:37]



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